Cosa sono i Disordini Temporomandibolari o Disturbi del Cavo Orale

Cosa sono i Disordini Temporomandibolari o Disturbi del Cavo Orale

Le patologie dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e dei muscoli masticatori, definiti complessivamente come disturbi temporomandibolari (TDM), sono la principale causa di dolore facciale di natura non odontogena (cioè non causato dai denti).

La causa più frequente di tali disturbi è legata all’articolazione temporomandibolare. La mandibola nella sua porzione postero-superiore si caratterizza per la presenza di una estremità ovoidale chiamata “condilo” che si muove all’interno della cavità articolare sita sull’osso temporale ogni qualvolta  parliamo, mangiamo o sbadigliamo.

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Le superfici dei condili e della cavità articolare sono rivestite di cartilagine ialina e separate tra loro da un piccolo disco (menisco) anch’esso formato da cartilagine ialina, che ha la funzione di assorbire i traumi e rendere fluidi i movimenti articolari. L’intera struttura è stabilizzata da muscoli e legamenti che intervengono durante i movimenti di apertura e chiusura della bocca.

Spesso i pazienti “scaricano” le loro ansie serrando e digrignando i denti sia durante le attività diurne, ma soprattutto durante il riposo notturno. Questa sollecitazione continua porta ad uno scivolamento del menisco che causa uno sfregamento a livello del condilo provocando il famoso “click” articolare. Un sovraccarico prolungato per diversi giorni o mesi porta il paziente a riferire indolenzimento o addirittura dolore ai muscoli del viso, delle guance, della testa e del collo. I fastidi vengono avvertiti soprattutto al risveglio mattutino, e possono essere accompagnati da un irrigidimento della mandibola. Ovviamente tutto ciò è scaturito dallo stress dei muscoli occlusali che hanno lavorato tutta la notte a insaputa del paziente.

QUANDO CONSULTARE LO SPECIALISTA

I pazienti con TMD oltre al dolore localizzato ai muscoli della faccia e/o della zona posta davanti all’orecchio, che possono rendere difficile aprire correttamente la bocca senza causarne uno sofferenza o sforzo, presentano frequentemente anche rumori e crepitii alla mobilizzazione dell’ articolazione temporomandibolare. Talvolta sono presenti anche altri sintomi, quali ad esempio cefalea o nevralgie.

 

Dunque, riassumendo, i segni e i sintomi dei disordini temporomandibolari, campanelli d’allarme per richiedere una visita specialistica, possono includere:

  • dolore alla mandibola
  • dolore all’orecchio o nell’area circostante
  • difficoltà a masticare o disagi durante la masticazione
  • dolore facciale anche di notevole intensità
  • un rumore di click o una sensazione di ruvidità durante l’apertura e la chiusura della bocca
  • blocco della mandibola con difficoltà ad aprire e chiudere la bocca
  • cefalea
  • occlusione dentale non confortevole (come se i denti non si articolassero più tra loro in modo corretto)

 

CAUSE REALI

La principale causa dei disordini temporomandibolari è da ricercarsi nel sovraccarico articolare. Il bruxismo e la tensione emotiva sono le principali cause e i più importanti responsabili. Difatti causano l’affaticamento dei muscoli masticatori e la sofferenza articolare.

 

Molte forme di disordini temporomandibolari sono per fortuna autolimitanti, ossia il quadro clinico migliora spesso spontaneamente. È altrettanto vero, però, che la loro prevalenza (la percentuale di persone che ne sono affette) è molto elevata ed in continuo aumento, tale da iniziare ad imporsi come un vero e proprio problema sociale e ciò spiega come lo studio delle cause dei disordini temporomandibolari e le più appropriate e corrette cure sono di grande attualità nella comunità scientifica.

FALSI MITI

Per spiegare le cause dei disordini temporomandibolari sono state proposte varie teorie, anche le più strane e non razionali. Tra queste, le principali riguardano la possibilità di risolvere tali disordini riallineando i denti. Svariati annunci pubblicitari garantiscono con questi rimedi odontoiatrici di potere risolvere problematiche quali la cefalea, il mal di schiena o i dolori al collo! Il problema è che tutto ciò non ha un fondamento né scientifico né anatomico, e dunque si rivela soltanto un inutile esborso economico per il paziente. Per tale ragione, il percorso diagnostico e terapeutico per i TMD è spesso fonte di frustrazione ed insoddisfazione per l’l’assistito.

COME RIMEDIARE

Oggi, invece, sappiamo con certezza che i disordini temporomandibolari sono ascrivibili ad una patologia degenerativa da sovraccarico delle strutture coinvolte e ne conosciamo le varie cause predisponenti. Il bruxismo, nella forma di serramento dei muscoli masticatori, e la tensione emotiva sono tra le principali cause. Esse costituiscono quasi sempre il fattore scatenante. Ne consegue, dunque, che l’obiettivo terapeutico principale che ci si deve prefiggere è  quello di correggere le anomalie correlate al sovraccarico muscolare.

Per quanto concerne il rimedio terapeutico dei disordini temporomandibolari, nella maggior parte dei casi, è molto più semplice di quello che l’assistito possa temere, in quanto i dolori di moderata intensità ai muscoli masticatori e all’ATM rispondono bene a semplici terapie conservative. Svariati pazienti riescono a risolvere i loro problemi con l’utilizzo di apposite placche occlusali (“bite”) progettate per eliminare gli stress occlusali. Il bite si inserisce sui denti la notte e riequilibra le tensioni sull’ATM in modo da ottenere un effetto rilassante sui muscoli. Inoltre il bite può essere associato a una corretta e regolare ginnastica di mobilizzazione mandibolare e se necessario anche all’assunzione di farmaci anti-infiammatori e infine a tecniche cognitivo-comportamentali (che consistono nell’educare il paziente sul funzionamento della mandibola e nell’insegnare approcci alla gestione della tensione emotiva, che come abbiamo visto, è alla base dei sintomi). Tutti questi rimedi hanno dimostrato una comprovata efficacia.

In qualche caso più severo sarà necessario ricorrere ad infiltrazioni locali dell’articolazione temporomandibolare. Solo in rari casi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

E’ importante per l’assistito sapere che il ruolo dell’occlusione dentale come genesi dei TMD è stato sminuito da innumerevoli pubblicazioni scientifiche. Dunque in accordo con la letteratura di alto livello non vi è, al momento, una diretta correlazione dell’occlusione dentale e/o della postura corporea con tali disturbi. Trattamenti mirati a correggere l’occlusione dei denti o la postura non trovano alcuna giustificazione clinico/scientifica e rischiano anzi di esporre il paziente ad inutili esborsi economici.

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